Questo articolo rappresenta il continuo del nostro viaggio in Israele e Giordania, ci troviamo infatti già al terzo giorno di viaggio! Se vuoi leggere la prima parte, clicca qui, altrimenti preparati a salire sui cammelli che ti porteranno tra deserti e città millenarie.
Scendiamo dalla montagna, torniamo in auto e ci dirigiamo verso la frontiera. Lasciamo la macchina in un parcheggio, molto vicino ai vari uffici doganali e iniziamo le procedure di riconoscimento.
Abbiamo quindi attraversato la frontiera a piedi e una volta varcato il confine, siamo stati subito accolti dalla gentilezza dei Giordani.

Con un taxi abbiamo raggiunto l’Alreshik Hotel, una location che forse è meglio non descrivere. Abbiamo fatto davvero difficoltà ad ambientarci, ma possiamo dire che ci ha sorpresi per tutto il resto..
Il divario tra la ricchezza israeliana e la semplicità giordana è molto evidente, ma tutto viene compensato dalla cordialità ed allegria dei Giordani che fanno qualsiasi cosa per farti sentire a casa.
Ed è stato proprio quello che abbiamo pensato una volta entrati in quella stanza, abbastanza fatiscente. Salire sulla terrazza, vedere il tramonto dal tetto di Aqaba, ammirare il mercato dall’alto, osservare la frenesia di una piccola cittadina mentre si assaggia un orribile caffè turco è una magia che ci ha convinti a scendere e vivere tutto questo dall’interno.
Passo dopo passo, vicolo dopo vicolo, ti innamori di tutto, delle persone, dei modi di fare, degli odori e dell’atmosfera che ti circondano. Capisci che è normale vivere tutto questo in un viaggio in Giordania. Abbiamo cenato in un ristorante persiano, fatto un po di shopping, passeggiato sulle rive notturne del Mar Rosso e concluso la serata guardando una partita di campionato molto importante con la gente del posto, fumando shisha e sorseggiando il più buon tè alla menta della nostra vita. Mezzanotte è arrivata in pochissimo tempo e tornare a casa è stato davvero molto triste.
Giorno 4: AQABA – PETRA – AQABA
Il giorno seguente iniziamo il tour organizzato da noi in Italia contattando un driver tramite Whatsapp, fatto di tassisti, amici di tassisti e fuoristrada, ma proviamo ad affrontare il tutto con particolare precisione.
Siamo partiti con il nostro amico tassista da Aqaba, direzione Petra.
Abbiamo lasciato i nostri bagagli in albergo e siamo partiti per visitare il meraviglioso sito archeologico che fa parte delle 7 Meraviglie del Mondo Moderno.
La visita a Petra vale l’intero viaggio in Giordania. Il sito è immenso e per visitarlo tutto occorrerebbero giorni, ma il nostro tour de force, parte alle 10:00 del mattino e termina alle 18:00. Siamo riusciti ad ammirare più o meno tutti i principali siti, tra cui il famoso Monastero, collocato sulla vetta di una montagna, all’apparenza irraggiungibile. Una fatica che viene ripagata da tanto splendore una volta giunti alla vetta.

Percorriamo la città di Petra al contrario, usciamo dal sito archeologico, contrattiamo con un tassista e torniamo al nostro Capsule Hotel (leggi la recensione). La cena la facciamo a qualche passo dall’hotel, in un ristorante gestito da un ragazzo molto simpatico e con ottima cucina giordana.
La serata l’abbiamo passata in una serie di locali a fumare shisha e bere tè alla menta. Siamo stati immediatamente coinvolti dal simpatico proprietario che ci ha insegnato un divertentissimo gioco di carte.
Dopo questa bellissima giornata la nostra capsula ci ha accolti per il nostro eterno riposo, si perché più che una capsula sembrava un vero e proprio loculo!
Giorno 5: AQABA – WADI RUM

L’indomani del nostro viaggio in Giordania ci siamo diretti con un altro amico tassista al deserto del Wadi Rum.
Ci ha accolto un beduino con un fuoristrada, al suo modo di guidare capiamo che il nostro tour era già partito.
Raggiunge un altro beduino, che prende i nostri zaini, li carica in macchina e ci indica una montagna da scalare, esclamando “Go There! After, came back!” come se fosse stata una punizione per il nostro ritardo.
In realtà quella era la prima attrazione di una giornata incredibile, in giro per l’enorme deserto montuoso. Avremmo scalato montagne, cercato sorgenti, guadato canyon, mangiato con le mani del cibo buonissimo, fatto un pisolino su una roccia vista deserto, conoscendo le mogli e le figlie del nostro amico e autista beduino, che ci hanno accolti con tanto amore nella tenda dove vivono e vedendo un tramonto che non dimenticheremo mai.

I beduini che ci hanno ospitati per la notte, hanno degli accampamenti ben organizzati, con tende sopraelevate e letti abbastanza comodi. Nel pacchetto dell’intera giornata era compreso, oltre il tour, la cena a base di specialità beduine, carne cotta sotto la sabbia e colazione al mattino. Che dire, tutto eccezionale. Ci siamo addormentati sotto un cielo per cui l’aggettivo “stellato” sarebbe riduttivo.
Giorno 6: WADI RUM – DESERTO DEL NEGEV – CRATERE RAMON – TEL-AVIV
Non ci siamo fatti mancare la sveglia delle 5:40 del mattino per vedere l’alba nel deserto. Una sensazione davvero emozionate nonostante il vento gelido che ci prendeva a schiaffi.
L’esperienza nel deserto e quella Giordana stava per volgere al termine in quanto il nostro tassista Ghanem ci aspettava al Visitor Center del Wadi Rum pronto ad accompagnarci alla frontiera, che ci avrebbe ricondotti in Israele, dovendo dire così arrivederci alla Giordania, una terra che ti accoglie con fratellanza e ti lascia con il cuore pieno di amore.
Tocchiamo di nuovo il suolo Israeliano, l’auto ci attende al mega-parcheggio, carichiamo i bagagli e ci incamminiamo verso il Deserto del Negev, un paesaggio mozzafiato che ci accompagna fino all’enorme Cratere Ramon, il secondo cratere più largo del mondo, all’interno del quale passa la strada che facilmente ci porta fino al punto panoramico, per ammirarne la sua maestosità dall’alto.

Una breve sosta al ristorante Hakatze per pranzare e poi si riparte, direzione Tel-aviv.
Tel-Aviv
Arrivati nel luogo più turistico e popolato di Israele, Tel-aviv è l’ennesima città diversa da tutte le altre, inaspettata e piena di sorprese, in linea con tutte le località visitate finora.
Alloggiamo al Florence Hostel, che ci verrebbe da descriverlo come un palazzone autogestito da simpaticissimi ragazzi, che offrono alloggio ai turisti più matti, ovviamente non gratuito, anche se guardandolo dall’interno si direbbe di sì: spazi condivisi, divisioni di ruoli, … come se tutti fossimo coinquilini.
Giusto il tempo di una doccia e si parte per visitare la città in notturna: uno spettacolo di luci, l’enorme divario tra una zona fatta di grattacieli e “Jaffa”, la città vecchia, dove è bello perdersi, curiosare, studiare le persone e che, in modo diverso dalle altre, si appropria di un posto nel tuo cuore.
Ceniamo in un locale che ha un nonsocché di Italiano, ma lo scopriamo solo nel momento in cui decidiamo di abbinare qualcosa da mangiare alle nostre birre israeliane.

Finiamo il giro della caotica città e ci incamminiamo verso la nostra ultima notte di questo viaggio, con un enorme nodo alla gola, ma contenti di tutti i ricordi ancora freschi nei nostri occhi.
Giorno 7: TEL-AVIV – ROMA
L’ultimo giorno del nostro viaggio in Giordania sarebbe dovuto essere destinato solo al ritorno a casa ed infatti le intenzioni erano quelle. Usciamo dall’ostello, andiamo a restituire l’auto noleggiata, pranziamo, prendiamo l’aereo e arriviamo a Roma.

Può sembrare assurdo, ma Roma è una città, che, anche se ci capitiamo spesso per prendere aerei e fare cambi di treni, non abbiamo mai visitato insieme. Decidiamo di rimanere una notte nella Capitale.
Ci ospitano dei nostri amici, facciamo un giro veloce in auto, una serata romana e come un iphone al 1% di batteria ci buttiamo sul letto perchè questa è davvero l’ultima notte del viaggio.
